Officina Malanotte è un progetto di residenza per artisti nato per coniugare il territorio e la cultura del vino con le capacità di sperimentazione e contaminazione proprie del linguaggio artistico contemporaneo. Il nome fonde insieme l’idea dell’operosità e del lavoro con il toponimo di Borgo Malanotte, il nucleo antico di Tezze di Piave che dà origine anche al Malanotte del Piave Docg. Il progetto, realizzato dalla tenuta Bonotto Delle Tezze, è parte integrante delle attività della cantina: una forma di restituzione al luogo in cui l’azienda trova continuamente possibilità di crescita.

La residenza nasce per mettere al centro dell’attenzione luoghi rurali periferici e poco frequentati dal mondo culturale. Dopo la prima edizione del 2022, ospitata in un grande capannone industriale ai margini della tenuta, un’officina meccanica costruita negli anni del boom economico, negli anni successivi il progetto si è ampliato negli spazi affacciati sul cortivo cinquecentesco della cantina, cuore pulsante della vita lavorativa dell’azienda. Riattivando e riscoprendo di volta in volta nuovi spazi di lavoro, che si trasformano in atelier artistici in relazione anche alle esigenze specifiche delle diverse pratiche coinvolte, Officina Malanotte costituisce un inedito laboratorio di sperimentazione e un innesco culturale.
Durante il periodo di residenza gli artisti lavorano a stretto contatto misurandosi con i luoghi che li ospitano, con la famiglia e il contesto naturale del piccolo centro trevigiano. Officina Malanotte ha ospitato oltre venti artisti e ha prodotto opere, mostre, incontri pubblici, degustazioni, confronti in prima persona con la comunità locale, ma anche con gli appassionati di cultura, di vino e gli addetti ai lavori in campo artistico.

I protagonisti dell’edizione del 2026 sono Angelo Bellobono, Paolo Bini, Chiara Peruch e Silvia Vendramel, che trascorreranno tre settimane nella tenuta per condurre liberamente la propria ricerca, a stretto contatto con il contesto naturale, con l’azienda e con le persone che frequentano il piccolo centro trevigiano.
Quest’anno gli artisti impiegheranno come studio l’officina meccanica, collocata sul retro della cantina, che ha dato il nome al progetto. È un luogo ampio – dalla fine degli anni Sessanta all’inizio dei Duemila impiegato come spazio per la rivendita e la riparazione di trattori – in cui ancora si respira l’atmosfera del lavoro e l’odore degli ingranaggi meccanici. Officina Malanotte è così, ancora una volta, l’occasione per riportare al centro dell’attenzione, grazie al lavoro degli artisti, uno spazio periferico e in disuso.
Officina Malanotte è un progetto di residenza per artisti nato per coniugare il territorio e la cultura del vino con le capacità di sperimentazione e contaminazione proprie del linguaggio artistico contemporaneo. Il nome fonde insieme l’idea dell’operosità e del lavoro con il toponimo di Borgo Malanotte, il nucleo antico di Tezze di Piave che dà origine anche al Malanotte del Piave Docg. Il progetto, realizzato dalla tenuta Bonotto Delle Tezze, è parte integrante delle attività della cantina: una forma di restituzione al luogo in cui l’azienda trova continuamente possibilità di crescita.

La residenza nasce per mettere al centro dell’attenzione luoghi rurali periferici e poco frequentati dal mondo culturale. Dopo la prima edizione del 2022, ospitata in un grande capannone industriale ai margini della tenuta, un’officina meccanica costruita negli anni del boom economico, negli anni successivi il progetto si è ampliato negli spazi affacciati sul cortivo cinquecentesco della cantina, cuore pulsante della vita lavorativa dell’azienda. Riattivando e riscoprendo di volta in volta nuovi spazi di lavoro, che si trasformano in atelier artistici in relazione anche alle esigenze specifiche delle diverse pratiche coinvolte, Officina Malanotte costituisce un inedito laboratorio di sperimentazione e un innesco culturale.
Durante il periodo di residenza gli artisti lavorano a stretto contatto misurandosi con i luoghi che li ospitano, con la famiglia e il contesto naturale del piccolo centro trevigiano. Officina Malanotte ha ospitato oltre venti artisti e ha prodotto opere, mostre, incontri pubblici, degustazioni, confronti in prima persona con la comunità locale, ma anche con gli appassionati di cultura, di vino e gli addetti ai lavori in campo artistico.

I protagonisti dell’edizione del 2026 sono Angelo Bellobono, Paolo Bini, Chiara Peruch e Silvia Vendramel, che trascorreranno tre settimane nella tenuta per condurre liberamente la propria ricerca, a stretto contatto con il contesto naturale, con l’azienda e con le persone che frequentano il piccolo centro trevigiano.
Quest’anno gli artisti impiegheranno come studio l’officina meccanica, collocata sul retro della cantina, che ha dato il nome al progetto. È un luogo ampio – dalla fine degli anni Sessanta all’inizio dei Duemila impiegato come spazio per la rivendita e la riparazione di trattori – in cui ancora si respira l’atmosfera del lavoro e l’odore degli ingranaggi meccanici. Officina Malanotte è così, ancora una volta, l’occasione per riportare al centro dell’attenzione, grazie al lavoro degli artisti, uno spazio periferico e in disuso.
© OFFICINA MALANOTTE, 2025 | Privacy policy
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