Angelo Bellobono
Paolo Bini
Chiara Peruch
Silvia Vendramel
a cura di Daniele Capra
residenza 18 maggio — 5 giugno
mostra 6 giugno — 5 luglio
Officina Malanotte è un laboratorio immaginato per coniugare il territorio e le comunità con le capacità di sperimentazione dell’arte contemporanea. Il progetto — realizzato dalla Tenuta Bonotto Delle Tezze — è costituito da una residenza per artisti, una mostra e degli incontri per far dialogare il mondo dell’arte, della cultura e del vino. Il nome fonde insieme l’idea dell’operosità e del lavoro con il toponimo di Borgo Malanotte, nucleo antico di Tezze di Piave.



















I protagonisti della quinta edizione di Officina Malanotte sono Angelo Bellobono, Paolo Bini, Chiara Peručh e Silvia Vendramel, quattro tra gli autori più significativi della scena italiana. Gli artisti — la cui ricerca spazia dalla pittura alla scultura, dall’installazione a processi di mappatura territoriale — sono invitati a condurre liberamente la propria ricerca, ospiti negli spazi della tenuta per tre settimane.
Gli artisti hanno impiegato come studio l’officina meccanica di proprietà della tenuta, un luogo che, dalla fine degli anni Sessanta all’inizio dei Duemila, è stato impiegato come spazio per la rivendita e la riparazione di trattori. A conclusione della residenza una mostra raccoglie l’esito del loro lavoro.
























I lavori su tela e su carta realizzati in residenza da Angelo Bellobono sono il frutto di una pratica pittorica in cui elementi del paesaggio rurale e fluviale, persone reali, alberi e animali si mescolano senza soluzione di continuità, fino a dissolversi. È il caso, per esempio, della piccola tavola esagonale Paesaggio in fuga o della grande tela Esercizi per diventare fiume, in cui gli elementi visivi riportano ritagli di paesaggio in forma fluida e paratattica. Anche nel lavoro di grandi dimensioni Lo spazio tra un passo e quello successivo Bellobono continuamente mostra e nasconde fauna, flora, suolo ed esseri umani, in un gioco in cui il referente figurativo pare un pretesto per una costruzione visionaria.
La pittura di Paolo Bini nasce da una ricerca sul colore e dall’esplorazione delle sue illimitate potenzialità combinatorie, a partire dall’accostamento e dalla sovrapposizione di un grande numero di linee di diverso colore. Ciascuna delle tele realizzate durante la residenza è caratterizzata dalla reiterazione delle medesime strutture geometriche, nella cui matrice generativa l’artista ha però inserito delle variazioni che producono costanti slittamenti. Nei lavori di grandi dimensioni Accordo rosso e Sedimenti, come pure nel quadrato Contrasto di successione, i continui microcambiamenti innescano delle dinamiche di natura cinetica in cui l’occhio vaga non trovando alcun punto d’appoggio.
La presenza di cumuli di terra e di un’escavatrice nell’area dell’azienda, ma anche il fortuito incontro con una lepre, hanno ispirato Chiara Peruch, il cui lavoro di grandi dimensioni Archivio Belvedere ha avuto come principali fonti visive alcune delle esperienze vissute dall’artista nelle settimane di permanenza. L’opera è una sorta di paesaggio laterale desolato, in cui la presenza umana è evocata attraverso la presenza di oggetti abbandonati e di scarti di produzione. Nei disegni su carta collocati negli uffici e nel magazzino, le lepri sembrano invece delle amorevoli compagne di lavoro che abitano gli spazi dell’officina.
Molte delle opere realizzate in residenza da Silvia Vendramel nascono dalla combinazione di materiali trovati negli spazi e nei depositi della cantina, che l’artista ha scelto e poi riconfigurato indirizzandoli alle proprie esigenze espressive. Materiali d’imballaggio, forme di plastica, vecchie luci, cassettiere, corde e ritagli di pallet sono stati impiegati liberamente attraverso una continua e ossessiva attività di riconfigurazione e riordino dell’esistente, attraverso libere associazioni, ripetizioni, vicinanze e contrasti. L’installazione di grandi dimensioni Oggetto paesaggio – Gruppo, che occupa il centro dell’officina, testimonia le possibilità di generare un orizzonte attraverso la differenziazione degli elementi costitutivi.
Angelo Bellobono (Nettuno, 1964) ha esposto alla Quadriennale di Roma; MAXXI, L’Aquila; Biennale di Marrakech (MA); Triennale, Milano; Fondazione Volume, Roma; AlbumArte, Roma; Spazio Mars, Milano; Museo di Arte Moderna, Il Cairo (EG); Museo di Arte Moderna, Nuova Delhi (IN); Museo Macro di Roma; Collezione Maramotti, Reggio Emilia; Istituto Italiano di Cultura, Madrid (ES) e Parigi (FR); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fondazione Lac O Le Mon, San Cesario di Lecce.
Paolo Bini ha esposto alla Quadriennale, Roma; ISCP, New York (US); Museo Ettore Fico, Torino; Museo MADRE, Napoli; Reggia di Caserta; Fondazione Made in Cloister, Napoli; CAMeC, La Spezia; Galleria Alfonso Artiaco, Napoli; Everard Read Gallery, Franschhoek (ZA); Galleria Peola Simondi, Torino; CIRCA Gallery, Johannesburg (ZA).
Chiara Peruch (Pordenone, 1996) ha esposto presso la Pinacoteca Nazionale, Bologna; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Dolomiti Contemporanee, Borca di Cadore; Magazzini del Sale, Venezia; Musei Provinciali di Borgo Castello, Gorizia; Villa Reale, Monza; CAS, Ostende (BE); Altro Mondo Art Gallery, Makati, Filippine (RP); Galleria Giovanni Bonelli, Milano; Marignana Arte, Venezia.
Silvia Vendramel (Treviso, 1972) ha esposto presso M_D_A_C, Cagnes sur Mer (FR); Ex centrale del latte, Vicenza; MAC, Lissone; Museo Archeologico, Ceprano; Murate Art District, Firenze; Fondazione Il Bisonte, Firenze; Museo Temporaneo Navile, Bologna; Museo Luigi Varoli, Cotignola; Spazio Thetis, Venezia; Dolomiti Contemporanee, Casso; CARS, Omegna; Italian Academy, New York (US); IFCR Residences, Shanghai (CN).
Con il patrocinio di

Angelo Bellobono
Paolo Bini
Chiara Peruch
Silvia Vendramel
a cura di Daniele Capra
residenza 18 maggio — 5 giugno
mostra 6 giugno — 5 luglio
Officina Malanotte è un laboratorio immaginato per coniugare il territorio e le comunità con le capacità di sperimentazione dell’arte contemporanea. Il progetto — realizzato dalla Tenuta Bonotto Delle Tezze — è costituito da una residenza per artisti, una mostra e degli incontri per far dialogare il mondo dell’arte, della cultura e del vino. Il nome fonde insieme l’idea dell’operosità e del lavoro con il toponimo di Borgo Malanotte, nucleo antico di Tezze di Piave.



















I protagonisti della quinta edizione di Officina Malanotte sono Angelo Bellobono, Paolo Bini, Chiara Peručh e Silvia Vendramel, quattro tra gli autori più significativi della scena italiana. Gli artisti — la cui ricerca spazia dalla pittura alla scultura, dall’installazione a processi di mappatura territoriale — sono invitati a condurre liberamente la propria ricerca, ospiti negli spazi della tenuta per tre settimane.
Gli artisti hanno impiegato come studio l’officina meccanica di proprietà della tenuta, un luogo che, dalla fine degli anni Sessanta all’inizio dei Duemila, è stato impiegato come spazio per la rivendita e la riparazione di trattori. A conclusione della residenza una mostra raccoglie l’esito del loro lavoro.
























I lavori su tela e su carta realizzati in residenza da Angelo Bellobono sono il frutto di una pratica pittorica in cui elementi del paesaggio rurale e fluviale, persone reali, alberi e animali si mescolano senza soluzione di continuità, fino a dissolversi. È il caso, per esempio, della piccola tavola esagonale Paesaggio in fuga o della grande tela Esercizi per diventare fiume, in cui gli elementi visivi riportano ritagli di paesaggio in forma fluida e paratattica. Anche nel lavoro di grandi dimensioni Lo spazio tra un passo e quello successivo Bellobono continuamente mostra e nasconde fauna, flora, suolo ed esseri umani, in un gioco in cui il referente figurativo pare un pretesto per una costruzione visionaria.
La pittura di Paolo Bini nasce da una ricerca sul colore e dall’esplorazione delle sue illimitate potenzialità combinatorie, a partire dall’accostamento e dalla sovrapposizione di un grande numero di linee di diverso colore. Ciascuna delle tele realizzate durante la residenza è caratterizzata dalla reiterazione delle medesime strutture geometriche, nella cui matrice generativa l’artista ha però inserito delle variazioni che producono costanti slittamenti. Nei lavori di grandi dimensioni Accordo rosso e Sedimenti, come pure nel quadrato Contrasto di successione, i continui microcambiamenti innescano delle dinamiche di natura cinetica in cui l’occhio vaga non trovando alcun punto d’appoggio.
La presenza di cumuli di terra e di un’escavatrice nell’area dell’azienda, ma anche il fortuito incontro con una lepre, hanno ispirato Chiara Peruch, il cui lavoro di grandi dimensioni Archivio Belvedere ha avuto come principali fonti visive alcune delle esperienze vissute dall’artista nelle settimane di permanenza. L’opera è una sorta di paesaggio laterale desolato, in cui la presenza umana è evocata attraverso la presenza di oggetti abbandonati e di scarti di produzione. Nei disegni su carta collocati negli uffici e nel magazzino, le lepri sembrano invece delle amorevoli compagne di lavoro che abitano gli spazi dell’officina.
Molte delle opere realizzate in residenza da Silvia Vendramel nascono dalla combinazione di materiali trovati negli spazi e nei depositi della cantina, che l’artista ha scelto e poi riconfigurato indirizzandoli alle proprie esigenze espressive. Materiali d’imballaggio, forme di plastica, vecchie luci, cassettiere, corde e ritagli di pallet sono stati impiegati liberamente attraverso una continua e ossessiva attività di riconfigurazione e riordino dell’esistente, attraverso libere associazioni, ripetizioni, vicinanze e contrasti. L’installazione di grandi dimensioni Oggetto paesaggio – Gruppo, che occupa il centro dell’officina, testimonia le possibilità di generare un orizzonte attraverso la differenziazione degli elementi costitutivi.
Angelo Bellobono (Nettuno, 1964) ha esposto alla Quadriennale di Roma; MAXXI, L’Aquila; Biennale di Marrakech (MA); Triennale, Milano; Fondazione Volume, Roma; AlbumArte, Roma; Spazio Mars, Milano; Museo di Arte Moderna, Il Cairo (EG); Museo di Arte Moderna, Nuova Delhi (IN); Museo Macro di Roma; Collezione Maramotti, Reggio Emilia; Istituto Italiano di Cultura, Madrid (ES) e Parigi (FR); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fondazione Lac O Le Mon, San Cesario di Lecce.
Paolo Bini ha esposto alla Quadriennale, Roma; ISCP, New York (US); Museo Ettore Fico, Torino; Museo MADRE, Napoli; Reggia di Caserta; Fondazione Made in Cloister, Napoli; CAMeC, La Spezia; Galleria Alfonso Artiaco, Napoli; Everard Read Gallery, Franschhoek (ZA); Galleria Peola Simondi, Torino; CIRCA Gallery, Johannesburg (ZA).
Chiara Peruch (Pordenone, 1996) ha esposto presso la Pinacoteca Nazionale, Bologna; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Dolomiti Contemporanee, Borca di Cadore; Magazzini del Sale, Venezia; Musei Provinciali di Borgo Castello, Gorizia; Villa Reale, Monza; CAS, Ostende (BE); Altro Mondo Art Gallery, Makati, Filippine (RP); Galleria Giovanni Bonelli, Milano; Marignana Arte, Venezia.
Silvia Vendramel (Treviso, 1972) ha esposto presso M_D_A_C, Cagnes sur Mer (FR); Ex centrale del latte, Vicenza; MAC, Lissone; Museo Archeologico, Ceprano; Murate Art District, Firenze; Fondazione Il Bisonte, Firenze; Museo Temporaneo Navile, Bologna; Museo Luigi Varoli, Cotignola; Spazio Thetis, Venezia; Dolomiti Contemporanee, Casso; CARS, Omegna; Italian Academy, New York (US); IFCR Residences, Shanghai (CN).
Con il patrocinio di

© OFFICINA MALANOTTE, 2025 | Privacy policy
© OFFICINA MALANOTTE, 2025
Privacy Policy